Progetto scuola

 

Siamo di fronte all’emergenza del comportamento degli alunni: agitati, insofferenti alle regole, con tempi attenzione brevi o addirittura incapaci di ascoltare. Sembra non essere maturata la consapevolezza dell’essere in un gruppo, in una comunità.

Molto spesso ‘l’altro’ non c’è, esistono solo bisogni emotivi, istintivi, immediati e poi nient’altro; questo non solo nel rapporto con l’adulto, ma anche tra coetanei. Si avverte il forte distacco tra la scuola e la famiglia, ma anche tra la scuola e lo studente. Bisogna ammettere che, mediamente, per famiglie e studenti quello che si studia a scuola non ha più valore né per l’immediato, né per la vita ed il lavoro.
Nei ragazzi che sarebbero ancora motivati si avverte sfiducia, che si traduce in apatia e rilassamento: “Perché studiare?” se alla fine comunque tutti vanno avanti. Qual è allora il valore dell’impegno? Qual è il valore del rispetto delle regole, se é diffusa la pratica dell’impunità?

 

Non si tratta di un semplice problema di scuola. È un problema sociale.
Ecco alcune proposte che nascono dalla precedente analisi.

 

INIZIATIVA.

• Dare maggior spazio e visibilità alle iniziative formative che portano i ragazzi a contatto con i grandi temi del vivere civile, attraverso forme di scuola che escono dai tradizionali schemi didattici. Amplificare le esperienze positive.
Esempio: molto stimolante la festa della scuola media di consegna dei diplomi ai ragazzi meritevoli, insieme alla presentazione dei progetti svolti. Sarebbe importante ed utile far partecipare più ragazzi. Certo, occorrono ampi spazi ed impegno organizzativo: l’Amministrazione Comunale e le associazioni presenti sul territorio possono lavorare insieme alla scuola.
E’ opportuno recuperare il valore di questi momenti simbolici: ad esempio organizzare negli Istituti superiori una cerimonia di consegna dei diplomi ai ragazzi che concludono il ciclo di studi. Valorizzare questo momento con un’ufficialità che ne sottolinea l’importanza.

 

ALTERNATIVA.

• L’innalzamento dell’obbligo scolastico fino ai 16 anni obbliga in molti casi lo studente ad un tipo di apprendimento che non è adatto a lui. Ci sono ragazzi che non riescono a stare in aula, seduti ad un banco ad ascoltare l’insegnante o i compagni. C’è una difficoltà, uno ‘straniamento’, che si traduce in apatia o aperta ribellione. Inutile insistere su questa strada: occorre trovare forme di apprendimento diverse, progettare percorsi formativi alternativi, che coinvolgono il mondo esterno del lavoro. Qui i ragazzi potrebbero trovare stimoli, apprendere e crescere. Probabilmente potrebbero avvicinarsi di nuovo allo studio, perché troverebbero una risposta ai bisogni emersi. Si potrebbero studiare progetti didattici integrati con il mondo del lavoro: ancora una volta emerge la necessità di lavorare insieme: Scuola – Amministrazione – Associazioni – Asl – Centri di Formazione – Mondo delle imprese.

 

PROGETTO.

• Cosa può fare la scuola per riacquistare valore, per tornare a motivare se stessa e trasmettere fiducia alle famiglie? In questa ricerca di senso danno un contributo fondamentale progetti di continuità didattica in verticale (Elementari – Medie – Superiori), che hanno come obiettivo l’individuazione di competenze in entrata ed in uscita dai vari ordini di scuola (“raccordo dell’attività didattica”) e la sperimentazione di metodologie comuni, più vicine alle forme di apprendimento dei ragazzi (uso dell’ informatica, dei laboratori scientifici e di quelli teatrali). L’Amministrazione e le altre risorse del territorio possono aiutare la scuola in questi progetti.

 

RISCATTO.

• Per quanto riguarda interventi di recupero degli alunni che hanno manifestato comportamenti gravi per la comunità scolastica, si ritiene positivo convertire i provvedimenti disciplinari in lavori socialmente utili con la collaborazione di operatori anche esterni, che affianchino i ragazzi, ad esempio, in: raccolta dei rifiuti, aiuto ai ragazzi disabili, assistenza agli anziani.

 

Inoltre, si ritiene indispensabile la presenza della polizia municipale nel polo scolastico nelle ore di entrata ed uscita degli studenti. Fra breve, infatti, sarà presente anche la nuova scuola media.
Per quanto riguarda il problema droga occorre predisporre un controllo regolare della zona, che è ad alto rischio. Accanto alle forze dell’ordine, si ritiene che un grande aiuto, in un’ottica di prevenzione, derivi dal mantenimento e potenziamento delle figure degli operatori di strada.

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